Budget familiare: capire come gestirlo per investire con più efficacia

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Se non controlli il denaro, il denaro controllerà te!

“Un soldo risparmiato è un soldo guadagnato”. Molte generazioni sono cresciute con questa specie di mantra e hanno fatto tesoro di questo saggio consiglio di nonni e genitori, coltivando abitudini finanziarie che hanno spesso prodotto buoni esiti. Certo, non è bastato questo suggerimento a far compiere miracoli, ma ha certamente contribuito ad attivare una forma di consapevolezza che, se alimentata, ha posto buone basi anche per una corretta gestione di quello che etichettiamo come budget familiare, i cui scopi primari devono essere soprattutto controllo, sicurezza e tranquillità.

Il concetto di budget implica la capacità di utilizzare le risorse disponibili in modo razionale, al fine di affrontare le uscite ricorrenti e di accantonare denaro per fini e obiettivi funzionali alla famiglia durante le varie fasi di vita. Ogni realtà organizzata, così come ogni professionista che si rispetti, opera attraverso logiche di budget, che contemplano le voci di spesa e che devono al contempo poter prevedere le entrate necessarie a coprire quelle voci. Una sana gestione delle finanze familiari non dovrebbe prescindere da un approccio di questo tipo.

Che piaccia o meno, la società attuale ha nel denaro uno dei suoi carburanti e la famiglia deve tenerne conto per garantire ai propri membri una buona vivibilità e realistici obiettivi di benessere. Tuttavia, la pianificazione del budget familiare può rivelarsi tanto un’attività appassionante quanto uno sforzo insopportabile: molto dipende dall’attitudine di chi in casa gestisce le finanze. Molti dei comportamenti finanziari adottati dagli individui sono solo l’estensione di ciò che hanno percepito o appreso in tenera età.
Se non siamo in grado di controllare il denaro, allora sarà lui a controllare noi, e le conseguenze potrebbero essere catastrofiche.

L’educazione finanziaria parte dalla famiglia

C’è un continuo discutere di cultura finanziaria e delle varie ricette per accrescerla, al fine di creare i presupposti per migliorare i comportamenti economico-finanziari dell’italiano medio. Si cercano approcci e percorsi che possano aiutare i clienti a capire come gestire (o farsi gestire) i capitali e a evitare scelte incaute che potrebbero far perdere opportunità o valore al proprio denaro. Non di rado, tuttavia, si pensa al sistema pubblico come a quello preposto a fornire un impulso in tal senso, trascurando che i primi e più robusti insegnamenti, anche finanziari, dovrebbero arrivare proprio dalla famiglia.

Comprendere le dinamiche dell’economia familiare è un’ottima base per educare finanziariamente i propri figli. In questo caso, il termine economia non incorpora solo l’accezione di parsimonia, ma – attingendo ai dizionari – si riferisce soprattutto all’uso razionale del denaro …, che mira a ottenere il massimo vantaggio a parità di dispendio o lo stesso risultato col minimo dispendio. È evidente che, laddove questo input divenisse parte integrante dell’educazione familiare, una più scrupolosa attenzione alla cura del denaro avrebbe molte più possibilità di attecchire e svilupparsi come un seme ben piantato. Oggi, come ieri, i piccoli insegnamenti ricevuti sin da piccoli in famiglia possono tradursi in comportamenti assai virtuosi da adulti.

Se imparare a risparmiare è certamente utile, imparare a investire è molto più stimolante per chi lo sa fare in modo appropriato. Far lavorare i soldi accantonati, infatti, è altrettanto importante, poiché permette di impiegare quei risparmi in modo redditizio ed evitare che gli sforzi fatti per generarli si rivelino parzialmente vani. Purtroppo, è quello che sta accadendo troppo spesso, soprattutto in questi ultimi anni, in cui lo scenario dei tassi a zero ha fatto tornare di moda la trappola della liquidità e porta i risparmiatori a scelte opinabili, come quella di lasciare sui conti anche la liquidità in eccesso.

La famiglia come un’azienda (con un’eccezione)

Gestire un’azienda richiede una serie di conoscenze necessarie a perseguire obiettivi di sopravvivenza e di redditività. A tal fine, e a seconda delle sue dimensioni, che sia l’imprenditore o un’altra figura dedicata, è fondamentale che venga messa in atto un’oculata gestione finanziaria sia attiva che passiva dell’impresa, poiché il denaro – che sia proprio o preso in prestito – è un mezzo indispensabile per garantirsi gli obiettivi menzionati. Mutatis mutandi, questo approccio dovrebbe essere utilizzato anche nell’applicazione del budget familiare, la cui cadenza consigliabile è quella mensile, ma che non esclude altri tipi di periodicità.

Come in azienda, infatti, ci sono flussi in entrata e flussi in uscita e anche in famiglia possono essere contratti finanziamenti sotto varie forme che vanno gestiti evitando l’improvvisazione. È necessario comportarsi come amministratori accorti e quantificare questi elementi nel modo più preciso possibile, schivando comode approssimazioni. Se il discorso può sembrare agevole per le entrate (stipendi, pensione, fitti attivi, ecc…), potrebbe non esserlo altrettanto per le uscite, che in realtà sono la voce principale da identificare e da tenere sotto controllo. Quindi, è necessario considerare ogni elemento anche minimo, tra cui fitti passivi, assicurazioni, imposte, tasse, utenze, spese domestiche ricorrenti, trasporti, carburante, spese scolastiche, viaggi, ecc…

Capire quanto si spende e, soprattutto, per cosa si spende è indispensabile per impostare con la dovuta efficienza un efficace budget familiare. Altrettanto importante è impostare una contabilità che consenta di coprire adeguatamente tutte le uscite, possibilmente senza arrivare con affanno a fine mese. Realizzare un utile alla fine dell’anno è l’obiettivo per ogni impresa; perché non dovrebbe esserlo anche per la famiglia?
È necessario, però, entrare nell’ottica che non si può migliorare ciò che non si può misurare, quindi, una visione semplicemente spannometrica delle nostre finanze non ci aiuterà a realizzare i nostri scopi e a garantirci il benessere presente e futuro.

A questo scopo, è opportuno ricordare una delle regole auree per una gestione ottimale del budget, che consiste nel non fare mai il passo più lungo della gamba, evitando indebitamenti che non siano strettamente necessari. Molte famiglie, infatti, si infilano senza accorgersene in gineprai fatti di tanti piccoli prestiti periodici e di grosse uscite una tantum che, però, hanno un impatto devastante sulle finanze familiari, fino a trovarsi poi a dover fare un finanziamento più corposo per estinguere quei tanti piccoli e costosi prestiti. A differenza di un’azienda, quindi, la famiglia dovrebbe acquistare solo ciò che può permettersi di pagare cash e gli unici eventuali debiti dovrebbero essere quelli ineludibili: mutuo per acquisto o ristrutturazione della casa, automobile per poter lavorare.

Conto economico e stato patrimoniale

Esattamente come un’azienda, anche la famiglia dovrebbe redigere e avere sotto controllo questi due ‘documenti’ e capirne la valenza per riuscire a impostare un idoneo budget familiare. Più si è precisi circa i flussi periodici in uscita, in contrapposizione a quelli in entrata, più sarà facile determinare anche le riserve operative da tenere rigorosamente liquide sul conto corrente. Questo consentirà di non lasciare su conti infruttiferi anche la liquidità in eccesso, che invece andrebbe usata per gli obiettivi familiari a medio-lungo termine.

In costanza di reddito in entrata, le riserve operative dovrebbero contenere solo quanto occorre:

  • per la gestione corrente dei successivi 5-6 mesi (riserva transattiva);
  • per gli imprevisti (riserva auto-assicurativa).

Attenzione però: gli imprevisti devono essere realmente tali!
Non si può, o non si dovrebbe, classificare come imprevisti la perdita di lavoro, eventuali infortuni e malattie, o – peggio – la premorienza. Questi, infatti, sono da considerarsi rischi puri e come tali devono essere sempre coperti e trasferiti attraverso strumenti assicurativi idonei, per impedire che l’accadimento di qualcuna di queste evenienze possa comportare un vero e proprio shock finanziario.

Come per un’impresa l’analisi del conto economico e dello stato patrimoniale fatta anno per anno fornirà una rappresentazione reale, e non virtuale o percepita, di come si muovono le finanze familiari e, soprattutto, ci dirà se di quelle finanze ne abbiamo davvero il controllo. È doveroso ricordare che la ricchezza della famiglia è data dalle attività dello stato patrimoniale e non dalle entrate periodiche, che seppur alte potrebbero essere depauperate da uscite altrettanto copiose. Pianificare con cognizione di causa significa avere una visione completa e dettagliata di ogni singolo fattore; solo in questo modo obiettivi anche molto ambiziosi potranno diventare realisticamente raggiungibili.

Non farsi distrarre dai rumori di fondo

Mentre viene completato quest’articolo, le borse si sono messe alle spalle rispettivamente:

  • un venerdì particolarmente difficile, a causa di notizie poco tranquillizzanti circa l’emergenza pandemica in essere;
  • un lunedì pimpante con titoli che hanno ampiamente recuperato lo storno della precedente giornata di borsa.

Chi si è lasciato prendere dallo sconforto e ha venduto sulla scia delle notizie allarmistiche veicolate dai media si ritrova ad aver perso l’occasione di restare fermo quando il fragore aumenta: un consiglio che i più rinomati investitori planetari suggeriscono da sempre.

Sfortunatamente, le persone convivono ormai da molti mesi con situazioni pregne di disagio e caratterizzate da una snervante infodemia cognitiva che non aiuta a tenere i nervi saldi. E i giornali non aiutano certo a favorire il buon senso e a generare consapevolezza. Anzi, con titoloni intrisi di panico e clamore (come in questo fine settimana), concorrono in modo sfrenato a minare la stabilità interiore di cittadini e risparmiatori. Come se questo fosse il modo più efficace per tenerli incollati alle notizie; certamente, è quello che da sempre gli riesce meglio, anche se profondamente antieducativo.

Anche per questo, è sempre opportuno non farsi distrarre dai rumori di fondo, cioè da tutti quei fattori che possono arrivare dall’esterno (come notizie e informazioni) e dall’interno (come credenze limitanti e pregiudizi). Bisogna imparare a tenere a debita distanza tanto quelle informazioni urlate che, pur nella loro estemporanea gravità, possono creare disorientamento, quanto i propri pensieri depotenzianti e le credenze preconcette che possono comportare scelte finanziarie inefficienti. L’unico tempo che conta è il proprio tempo, cioè quello dei progetti familiari che si hanno a cuore e che si vogliono portare a compimento.

Occuparsi dei rischi e dei risparmi per non preoccuparsene!

È questo l’approccio che bisognerebbe coltivare, il che implica saper gestire attivamente rischi e risparmi, vincendo l’inerzia e sgretolando ogni forma di immobilismo, ricordando che l’inflazione più pericolosa è quella familiare, non quella statistica. Non è obbligatorio farlo con l’aiuto di un consulente, se si pensa di possedere o di aver acquisito una conoscenza adeguata di tutti gli aspetti fin qui menzionati.

Se invece si ritiene di non essere ancora opportunamente attrezzati e si temono scivoloni dovuti alla mancanza di disciplina e alla carenza della necessaria lucidità e competenza, allora vale senz’altro la pena appoggiarsi a una figura professionale capace di illustrare e motivare le utilità insite nella pianificazione del budget familiare, con tutti i benefici che quest’attività comporta, sia in termini finanziari che psicologici.

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